Una rock band specializzata in canzoni surreal-demenziali.

Nina Madu’ semina nuova inquietudine grazie alle sue canzoni, con l’aiuto del Bullo Psicologico e dell’Abietto Infame.



‘‘Hirundo’’ (2013)

il primo disco di Nina Madu’ e le Reliquie Commestibili

con:

Nina Madù………………….Camilla Barbarito (autrice testi e musiche)

Il Bullo Psicologico……….…Ulisse Garnerone (autore musiche)

L'Abietto Infame……………….Fabio Marconi (autore musiche)

special guests:

Il collezionista di serpenti….…….Seydou Dao (percussioni)

Tante Esther………………..Esther Flueckiger (pianoforte)

Il Cannibale…….…….…..…..Raffaele Kholer (tromba)

La Piromane………..…….……Eloisa Manera (violino)

Il Paranoico…………..…….…Michele Obizzi (sax)

La Sanguisuga………………..Francesco Piras (tromba)

La Sporca Carogna………..……..…Ivan Rosas (basso)

RoseMarie's Baby…………..RoseMarie Soncini (flauto)

Il Narcolettico Veggente………Davide Tedesco (contrabbasso)

...

Scruto nella foschia

molto lontano sirene della polizia

Mi aggiro guardinga ma calma

sul sedile posteriore la Signora Maria, della scala A

conversa con un camionista lituano dal finestrino

mi pare si parli di protesi..

La mia macchina in avaria

metto le quattro frecce

mi volto a H 11

mi vedo nello specchietto retrovisore e…

Mi piaccio.

Mi piaccio mi piaccio mi piaccio.

Scendo dalla macchina

chiudo la portiera

passa muscolare un oscurato mastodontico Suv

Mi piega di 90 gradi entrambe, no dico gente, entrambe le punte dei miei stivaletti a punta. Le guardo un istante poi sollevo lo sguardo

Non mi hanno mai interessato troppo i dettagli


Gentile Pubblico, Spettatori nella penombra,

il Grande Gorilla ci guarda.

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foto di Matteo Dones

Podcast del mini-live

di Nina Madù e le Reliquie Commestibili

presso Rai Radiotre

a Piazza Verdi

il 21 giugno 2014

Octopussa (2015)

Il secondo tentacolare album della band;

indispensabile per escursioni nei bassi fondali cittadini.

Orgogliosamente piovra, Octopussa possiede tre cuori e la capacità di cambiare colore molto velocemente e con grande precisione: sul suo viscido dorso insieme a Nina Madù, tremendi e ineluttabili il Bullo Psicologico e l'Abietto Infame, ed altri spettralmente sorridenti ospiti.

Con questo secondo capitolo la rock band continua il racconto iniziato nel precedente disco Hirundo, e collega i circuiti per azionare il suo articolato circo di personaggi e situazioni surreali  urbane.

Come una pelle il sound di Octopussa segue il racconto dando vita a un Frankenstein musicale fatto di elettronica, surf rock, balera, doowop, ed altra materia sonora non identificata.

Protagonisti e luoghi di questa nuova saga l'algida hostess di un volo di linea.. un ristorante All you can eat.. dadi di peluche appesi a uno specchietto retrovisore.. una coppia étero sulla Ripa..

(Very Special Guest: Il Cannibale Raffaele Kohler, l’Enigmista Luciano Macchia, Mano Lesta Arturo Garra)

Oltre gli stereotipi di genere, l'arte a tutto tondo di Danae

SABATO 21 NOVEMBRE 2015 09:41 VINCENZO SARDELLI

[...]

Surreale e a tratti spettrale, con le sue sonorità surf rock ed elettroniche, è Camilla Barbarito. Con uno scialle di musicassette al collo e un chilometrico strascico di nastri magnetici, Camilla chiude Danae nella balera Arizona 2000, lanciando il suo ultimo lavoro, l’album “Octopussa”.

Camilla Barbairito, alias Nina Madù e le reliquie commestibili, rovista con la sua musica grottesca i bassi fondali cittadini. Con Ulisse Garnerone alla batteria e Fabio Marconi alla chitarra, e l’accompagnamento straordinario delle Nina’s Drag Queen, “Octopussa” ci sprofonda in elettrificate sonorità demenziali.

Una performance delirante a partire dai titoli dei brani (“La mummia”, “Sushi”, “Colluttazione con la hostess”, “Chef crudista”, “Coppia etero” ecc.) dove il marchio di fabbrica è il gusto per le atmosfere gotico-vittoriane, e le ombre surclassano le luci. Nina Madù capovolge il pensiero comune. Tutto ciò che dovrebbe essere horror, non spaventa ma diverte.



Nina e Nina's (photo: Michela Di Savino)

Il dj set di Zingaro chiude Danae con quel senso di magia cupa e intrigante. E tanta voglia di esorcizzare gli spettri cruenti che, in concomitanza, giungono da una Parigi che non vede l’ora di tornare Ville lumière.